Rit.
Ero un principe un giorno perfido e sleal
e spargevo d'intorno il terrore e il mal.
Rit.
D'un gran mago l'incanto presto mi punì
e nei tronchi del bosco mi rinchiuse un dì.
Rit.
Da quel giorno nei tronchi prigioniero io son
e costretto a soffrire freddo e solleon.
Rit.
Nell'ardor della fiamma mi consumo qui
e col ceppo che arde brucio anch'io ogni dì.
Rit.
Dal tremendo supplizio convertito son
e per l'uomo divengo fuoco caldo e buon.
Rit.
Sia che ardo al bivacco o nel focolar
la mia anima brucia luce e caldo dar.
Rit.
Nelle veglie di campo t'offro il mio calor
scaccia freddo e paura questo mio splendor.
Rit.
La mia grande lezione, amici miei, quest'è
non si fa nulla in terra se l'ardor non c'è.
Rit.