| Ultimo aggiornamento: Last update: 02-05-2008 |
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| Associazione Guide e scout Cattolici Italiani - Zona Sebino (Bs)
Italian Catholic Guides and Scouts Association - Sebino District (Bs) |
BP, nello stendere i 4 punti fondamentali dello scautismo, (formazione del carattere - salute e forza fisica - abilità manuale - servizio), ha messo al terzo posto "l'abilità manuale" perché sapeva che per poter svolgere delle attività con i ragazzi, l'abilità manuale non doveva essere sottovalutata, ma valorizzata in quanto il saper fare per un ragazzo può racchiudere un bagaglio di nozioni che serviranno poi nella vita.
Noi educatori del'AGESCI vogliamo formarci, non solo sulle tecniche grafico-pittoriche-plastiche, ma anche sul modo di gestire queste attività con le regole "movimentate" dell'animazione.
Spesso infatti, in contesti educativi, si sente il bisogno di aggiornamento non solo sui contenuti, ma anche sulle metodologie del "far fare".
L'attività educativa non si improvvisa, ha bisogno di "nutrimento", di "radici", che affondano nel terreno della pedagogia e delle aperture creative proprie dell'esperienza artistica.
Riflettere su tutto questo significa aumentare la conoscenza non solo dei procedimenti tecnici, ma anche delle strutture organizzative che sono alla basa dell'attività didattica (come disporre i piani di lavoro, in che modo distribuire il materiale, quali regole seguire per l'organizzazione del gruppo), significa cioè sviluppare una meta-conoscenza su come si apprende e si sperimenta l'arte nella vita di gruppo.
Ci piace immaginare il gruppo impegnato a rielaborare le esperienze compiute.
Riflettere sull'attività svolta fa maturare capacità che si potranno trasferire in altri contesti di vita: è un "bagaglio" di conoscenze che sta alla base di nuovi futuri apprendimenti.
Entriamo ora ad approfondire i vari punti per la conduzione corretta di un laboratorio d'immagine.
Le sedie, il corridoio, il cortile, un salone... possono diventare lo spazio del laboratorio. Tavoli, panche, assi sui cavalletti, il pavimento possono diventare lo spazio su cui si lavora. Cassettiere, scatole, barattoli, sacchetti possono diventare lo spazio dei materiali. Listelli di legno, fogli di polistirolo, nastri, espositori possono diventare lo spazio per mostrare le nostre opere. C'è insomma, bisogno di spazi differenti in un laboratorio di manualità.
E' il momento che qualifica le competenze di chi coordina il gruppo; spesso, quando pensiamo al programma, ci preoccupiamo più del "cosa fare" che del "come fare" : noi riteniamo che entrambi siano inscindibili per la buona riuscita del lavoro.
Questi modelli riguardano l'organizzazione sociale del gruppo, la disposizione spaziale dei piani di lavoro, la distribuzione del materiale e il modo di progettare le regole del lavoro.
Un laboratorio bene integrato deve essere libero di cambiare forma ogni volta che varia l'attività, perché l'animazione richiede modelli interattivi, flessibili e dinamici, per sollecitare la creatività e l'espressione.
I modelli di organizzazione, più consueti sono:
Disporre i piani di lavoro è compito di chi conduce l'attività, magari prima dell'arrivo dei partecipanti; alcune volte però, possono essere proprio questi ultimi a spostare, secondo un nuovo modello i tavoli e le sedie.
In ogni caso la disposizione dei piani di lavoro è un tempo che va previsto e organizzato, perché predispone meglio allo svolgimento dell'attività, favorendo l'ordine e la concentrazione sul lavoro creativo.
I modelli più usati sono:
Si deve sempre prevedere e programmare il modo in cui sarà distribuito il materiale ai partecipanti. Specialmente quando il gruppo è numeroso, questa fase dell'attività comporta, se male organizzata, confusione e perdite di tempo.
I più comini modelli sono:
Il modo in cui si porgono le regole e le indicazioni per seguire l'attività, è parte integrante dell'esperienza e va pensato e preparato, al pari di altre fasi del procedimento.
Alcune forme di distribuzione della consegna:
Gli attrezzi che definiamo "pochi ma buoni" hanno tre caratteristiche positive e una solo negativa. Precisiamo
Però... costano! Da qui il detto "pochi ma buoni"
La conservazione degli attrezzi richiede un programma di ricerca sia per quello che riguarda i contenitori sia per la regole d'uso.
A differenza degli attrezzi, la qualità di un materiale non dipende dal pregio della sua fattura. Per fare belle immagini può andar bene ogni tipo di "scarto".
Non tutti i materiali però possono essere poveri nel senso di non-costosi: colla, tempere, pastelli a cera... richiedono, infatti, una buona qualità per poter dare una migliore "resa".
Per stare bene in un gruppo l'individuo deve trovare la giusta mediazione tra la propria personalità e quella degli altri.
Chi conduce l'attività conosce questo problema e, con sensibilità, saprà stimolare e valorizzare ora l'individuo -artista, ora l'identità del gruppo.
Per preparare un programma che risulti il più possibile logico e coerente, è utile una conoscenza del gruppo con cui si dovrà lavorare.
Più la conoscenza è superficiale e più ci si terrà a categorie generali: età, numero, sesso.
Più la conoscenza è approfondita e meglio si potrà dettagliare e graduare il programma, centrare gli obiettivi ed evidenziare il progetto, nello stile più adatto.
Ed ora cosa fare?
abbiamo uno spazio ben attrezzato, materiali, modelli di lavoro .... E' il momento di partire. /Per dove? Con chi? Quando? Come? Perché?/ ...
Si tratta dunque, di prendere delle decisioni: scegliere, preferire, dare priorità a.... in una parola programmare.
Ci sono due immagini che rappresentano il programma di laboratorio:
Programmare significa, quindi, rispondere a tanti interrogativi in modo coerente, poichè ogni elemento in gioco non può non tener conto di tutti gli altri.
In un programma si devono tener conto dei seguenti tempi:
Non è importante che l'animatore dell'attività di immagine sia davvero un grande artista; la sua arte sta nel creare, con fantasia e lucidità, quella situazione che farà emergere gli altrui talenti.